Stop agli sconti: da domani stangata sui carburanti, benzina e diesel più cari
Da sabato 4 luglio terminano gli sconti fiscali sui carburanti. Atteso un rincaro di circa 6 centesimi al litro, mentre il Governo esclude una nuova proroga.
Da domani, sabato 4 luglio, fare rifornimento costerà di più. Salvo un improbabile intervento dell'ultimo minuto del Governo, termina infatti la proroga del taglio delle accise su benzina e gasolio, misura introdotta nei mesi scorsi per contenere gli effetti dell'aumento dei prezzi dei carburanti.
Con il ritorno delle aliquote ordinarie, gli automobilisti dovranno fare i conti con un aumento stimato di circa 6,1 centesimi al litro per entrambi i carburanti. Tradotto in termini pratici, un pieno da 50 litri costerà mediamente oltre 3 euro in più rispetto ai giorni scorsi.
Secondo le stime, il prezzo medio della benzina sulla rete ordinaria potrebbe attestarsi intorno a 1,86 euro al litro, mentre il gasolio potrebbe raggiungere o superare 1,94-1,95 euro al litro.
Perché finiscono gli sconti
Il taglio delle accise era stato introdotto come misura straordinaria per fronteggiare la crisi energetica e le tensioni internazionali che avevano fatto impennare il prezzo del petrolio. Oggi, con il progressivo allentamento della situazione geopolitica in Medio Oriente e il calo delle quotazioni del greggio, il Governo ritiene che non sussistano più le condizioni per prolungare l'agevolazione.
Nei giorni scorsi il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin hanno lasciato intendere che non sono previste ulteriori proroghe della misura.
Consumatori preoccupati
L'aumento dei prezzi alla pompa ha già suscitato le proteste delle associazioni dei consumatori, che temono nuove ripercussioni sul costo della vita. Il prezzo dei carburanti, infatti, incide non solo sulle spese degli automobilisti, ma anche sui costi del trasporto delle merci, con possibili effetti a catena sui prezzi di numerosi beni e servizi.
A destare perplessità è soprattutto il fatto che, nonostante il prezzo del petrolio Brent sia sceso nell'ultimo mese da circa 95 a poco più di 70 dollari al barile, con una diminuzione superiore al 25%, i prezzi dei carburanti hanno registrato un calo molto più contenuto, nell'ordine di circa il 6%.
Per questo motivo il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha convocato le principali compagnie petrolifere chiedendo un adeguamento più rapido dei listini all'andamento dei mercati internazionali, così da evitare possibili squilibri o fenomeni speculativi ai danni dei consumatori.
Per milioni di automobilisti italiani, dunque, da domani il ritorno delle accise ordinarie significherà una nuova stangata al momento del rifornimento, con un impatto destinato a farsi sentire soprattutto per chi utilizza quotidianamente l'auto per lavoro o per gli spostamenti di ogni giorno.
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