TAORMINA, AUTO CONTRO I GIOVANI FUORI DALLA DISCOTECA: FERMATI DUE MESSINESI, ACCUSA DI TENTATO OMICIDIO

La Procura di Messina ha disposto il fermo di un 24enne e di un 25enne, entrambi messinesi. Le indagini, avviate dopo la diffusione del video diventato virale sui social, ipotizzano il reato di tentato omicidio

A cura di Redazione Redazione
04 giugno 2026 21:09
TAORMINA, AUTO CONTRO I GIOVANI FUORI DALLA DISCOTECA: FERMATI DUE MESSINESI, ACCUSA DI TENTATO OMICIDIO -
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Due persone, un 24enne e un 25enne, sono state fermati dalla polizia nell'ambito dell'inchiesta sull'auto che, nella notte tra il 1 e il 2 giugno scorsi, si è lanciata su un gruppo di giovani all'uscita di una discoteca di Taormina, ferendone due.

Il provvedimento, eseguito dalla squadra mobile e dal commissariato di Taormina, è della Procura di Messina che ipotizza per i due indagati il tentato omicidio.

Le indagini sono state avviate dopo un video dell'accaduto è diventato virale sui social, postato anche dal sindaco Cateno Messina Nel filmato viene ripreso un gruppo di persone intente a discutere animatamente e, d'improvviso, una station wagon di grossa cilindrata di colore scuro nell'atto di effettuare manovre repentine per, poi, dirigersi a velocità sostenuta verso alcuni giovani, che stazionavano lungo la sede stradale, travolgendone alcuni e poi fuggendo.

Le indagini hanno consentito di identificare il giovane alla guida dell'auto, un ventiquattrenne e il passeggero, un venticinquenne, entrambi messinesi che, ritiene la Procura, sarebbero stati coinvolti in una lite con altri giovani fuori dal locale.

La Procura di Messina che, sta procedendo a richiedere la convalida del fermo e la conseguente applicazione della misura cautelare in carcere, ha riscontrato "una diffusa reticenza" e ritiene che ci siano "ulteriori aspetti meritevoli di approfondimento, ai fini di una compiuta ricostruzione dei fatti".

Per questo i magistrati invitano "chiunque avesse nella propria disponibilità video, foto o comunque informazioni ritenute di interesse a rivolgersi alla Procura di Messina o alla Polizia di Stato".