TERREMOTI

Terremoti nel Tirreno, parla il sismologo INGV: «Faglie attive, ma nessun rischio maremoto»

Circa 40 scosse dal 20 ottobre, la più forte di magnitudo 5.5 vicino Alicudi. L'esperto spiega cosa sta accadendo e perché è stata diramata l'allerta.

A cura di Redazione
24 ottobre 2026 14:44
Terremoti nel Tirreno, parla il sismologo INGV: «Faglie attive, ma nessun rischio maremoto» -
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Dopo le forti scosse di terremoto registrate oggi, venerdì 23 ottobre, nel Tirreno meridionale, arrivano le rassicurazioni degli esperti dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), soprattutto per quanto riguarda il rischio maremoto che ha destato preoccupazione lungo le coste siciliane.

«Non sono questi i terremoti che causano i maremoti», ha dichiarato all'Adnkronos Raffaele Azzaro, sismologo dell'INGV, spiegando che l'allerta diramata rappresenta una procedura automatica di cautela.

Circa 40 scosse in tre giorni

La sequenza sismica è iniziata nella serata del 20 ottobre. Da allora sono stati registrati circa 40 terremoti di magnitudo superiore a 2.5.

La scossa più intensa, di magnitudo 5.5, è stata registrata oggi alle ore 12:19, a circa 20 chilometri a nord-ovest di Alicudi, nelle isole Eolie, a una profondità di appena 5 chilometri.

Un'altra scossa significativa, di magnitudo 4.6, è stata rilevata alle ore 15:55 nella stessa area.

Perché il Tirreno continua a tremare?

Secondo l'esperto, l'attività sismica interessa una zona attraversata dal cosiddetto Sistema Sud Tirrenico, un insieme di faglie attive che si estende da Ustica verso le isole Eolie.

Si tratta di un'area già conosciuta per la sua vivacità sismica. Eventi analoghi si sono verificati anche nel maggio del 1980, con una scossa di magnitudo 5.6, e nel settembre del 2002, quando un terremoto interessò la zona di Ustica.

Nuove scosse nelle prossime ore?

Il sismologo ha evidenziato una tendenza alla diminuzione dell'attività sismica, precisando però che non è possibile prevedere l'evoluzione della sequenza nelle prossime ore.

Per quanto riguarda il maremoto, Azzaro ritiene che i terremoti registrati, per magnitudo e caratteristiche del tratto di mare interessato, non comportino un rischio concretamente significativo.

Il monitoraggio dell'INGV prosegue, mentre per eventuali allerte e indicazioni alla popolazione resta fondamentale seguire gli aggiornamenti ufficiali della Protezione Civile.