Tragedia a Messina, 15enne investita da una moto: “Le ho preso la mano e le ho parlato”, commuove la lettera della coetanea

Il motociclista ventenne arrestato per omicidio stradale. Commuove la lettera di una coetanea che le è rimasta accanto dopo l’incidente.

A cura di Redazione Redazione
29 giugno 2026 20:36
Tragedia a Messina, 15enne investita da una moto: “Le ho preso la mano e le ho parlato”, commuove la lettera della coetanea -
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Giulia muore a 15 anni travolta da una moto, poi la lettera che commuove tutti: “Non ti ho lasciata”

MESSINA – Una ragazza di appena 15 anni, Giulia Scimone, ha perso la vita nella tarda serata di ieri a Torre Faro, a Messina, in seguito a un tragico incidente stradale avvenuto dopo le 23 in via Circuito.

Secondo una prima ricostruzione, la giovane sarebbe stata investita da una moto. Le sue condizioni sono apparse subito gravissime. Nonostante il tempestivo intervento dei sanitari del 118, per la quindicenne non c’è stato nulla da fare: è deceduta durante il trasporto in ospedale.

Ferito anche il motociclista, un ventenne, che è stato arrestato con l’accusa di omicidio stradale. Il giovane è stato sottoposto agli accertamenti tossicologici e alcolemici: si attendono ancora gli esiti dei test per verificare l’eventuale assunzione di alcol o sostanze stupefacenti.

Dai primi riscontri, pare che prima dell’impatto il motociclista stesse eseguendo una manovra azzardata. La dinamica dell’incidente resta comunque al vaglio delle autorità competenti.

La tragedia ha profondamente scosso Messina e l’intera comunità di Torre Faro. Sul drammatico incidente è intervenuto anche il sindaco Federico Basile, che “da cittadino e da padre” ha espresso la più profonda vicinanza alla famiglia di Giulia.

“Di fronte alla perdita di una vita così giovane – ha dichiarato il primo cittadino – ogni parola appare insufficiente. Questo è il momento del silenzio, del rispetto e della vicinanza sincera a chi sta affrontando un dolore immenso”.

Parole di dolore e riflessione sono arrivate anche dalla Pro Loco Capo Peloro, che ha ricordato come la morte di una ragazza così giovane non colpisca soltanto una famiglia, ma un’intera comunità. Un dolore che riapre anche il tema della sicurezza stradale e del diritto dei ragazzi a vivere le serate d’estate con serenità, ma soprattutto a tornare a casa.

La lettera della coetanea: “Non ti ho lasciata”

A rendere ancora più commovente questa tragedia è il gesto di una coetanea della vittima, anche lei di nome Giulia. La ragazza ha affidato ai social una lettera intensa e dolorosa, rivolta alla quindicenne morta nell’incidente.

“Non ci conoscevamo. Non so quale fosse il tuo sogno più grande, cosa stessi studiando, quale canzone ascoltassi o quale fosse il tuo posto preferito nel mondo. So solo che avevi la mia stessa età. E il mio stesso nome”.

È così che la giovane apre la sua lettera, raccontando di non aver mai conosciuto Giulia Scimone prima di quella notte. Davanti a quella scena drammatica, mentre intorno quasi nessuno trovava il coraggio di avvicinarsi, la coetanea ha scelto di restare accanto a lei.

Secondo quanto raccontato nella lettera, si è inginocchiata, le ha preso la mano e le ha parlato, anche senza sapere se potesse sentirla. Un gesto di umanità profonda, compiuto in un momento di paura e smarrimento.

La giovane racconta anche il momento più difficile: l’arrivo del padre di Giulia, che stringendole le mani le avrebbe chiesto: “È ancora qui con noi?”. Parole che restituiscono tutto il dolore di una famiglia travolta da una tragedia improvvisa e impossibile da accettare.

Nella parte finale della lettera, il tono diventa un appello diretto. Gli incidenti stradali, scrive la ragazza, non sono numeri su un titolo di giornale, ma vite spezzate, famiglie distrutte in pochi secondi, amici che aspettano un messaggio che non arriverà mai.

Poi l’invito alla prudenza e a non voltarsi mai dall’altra parte davanti a chi si trova in difficoltà: “Forse non potrete salvarla, ma potrete farle sentire che non è sola”.

Una frase che sta commuovendo tutti e che oggi diventa il simbolo di una comunità ferita. Giulia aveva solo 15 anni. Una serata qualunque con le amiche si è trasformata in una tragedia che lascia dolore, rabbia e tante domande. Resta il ricordo di una vita spezzata troppo presto e l’abbraccio di un’intera città alla sua famiglia.