TRIBUNALE ANNULLA IL MATRIMONIO DI UN PATERNESE CON UNA BADANTE

Matrimonio fra anziano (paternese) e badante: il Tribunale di Catania lo annulla!Il fenomeno estremamente ricorrente, di matrimoni fittizi, stipulati da giovani donne con soggetti estremamente anziani...

A cura di Redazione Redazione
01 dicembre 2020 08:35
TRIBUNALE ANNULLA IL MATRIMONIO DI UN PATERNESE CON UNA BADANTE -
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Matrimonio fra anziano (paternese) e badante: il Tribunale di Catania lo annulla!
Il fenomeno estremamente ricorrente, di matrimoni fittizi, stipulati da giovani donne con soggetti estremamente anziani, talvolta dementi, è sempre più diffuso per l’utilità che si trae dal matrimonio in termini economici ed ereditari, fra i quali la pensione di reversibilità dopo la morte dell’anziano.
Forse per questo il fenomeno delle persone anziane che sposano le giovani badanti ha raggiunto livelli incredibili: secondo l’Istat sono 30mila in 10 anni, il 10% di tutti i matrimoni misti.
Il Tribunale di Catania, sez. I, Presidente Massimo Escher e Giudici Maria Acagnino e Cristiana Delfa, con sentenza n. 3952/2020, depositata il 25.11.2020, ha annullato, ai sensi dell’art. 120 c.c., il matrimonio civile contratto dal sig. V.S.F. con la sig.ra D.G., con condanna alle spese di lite in favore di V.S.F.Nel caso di specie, il sig. V.S.F., di nazionalità italiana, difeso dall’avv. Salvatore Torrisi e dall’avv. Antonio Torrisi, nel 2018, all’età di 90 anni contraeva matrimonio civile con la sig.ra D.G., di nazionalità rumena, di anni 49, di lui badante.
Nel corso del giudizio è stato provato documentalmente che, già in epoca abbondantemente precedente quella della celebrazione del matrimonio occorsa, l’anziano era affetto da vasculopatia cerebrale cronica, tale che la commissione medica per l’accertamento dell’invalidità civile dell’ASL lo aveva riconosciuto invalido al 100% e che gli veniva diagnosticata “demenza senile con turbe del comportamento”. A ciò si aggiunga che il perito nominato nel corso del procedimento penale a carico della sig.ra D.G. per circonvenzione di incapace ex art. 643 c.p., ha ritenuto che, abusando dello stato di deficienza psichica di V.S.F. e del disturbo neurocognitivo maggiore dovuto a malattia di Alzheimer, la sig.ra D.G. lo induceva a sposarla con rito civile, non curante della condizione di incapacità di intendere e volere del sig. V.S.F. che sussisteva già al momento della frequentazione con la futura moglie e che era agevolmente riconoscibile da terzi. Per queste motivazioni, il Giudice ha annullato il matrimonio, e ha condannato al pagamento delle spese a carico della badante per circa 4000 euro, oltre a Iva e spese generali.