TRUFFA AGGRAVATA A PORTOROSA, DOCUMENTI FALSI PER AVERE I FONDI DI INVITALIA: INDAGATI 3 IMPRENDITORI E SEQUESTRATI 135 MILA EURO
TRUFFA AGGRAVATA A PORTOROSA, DOCUMENTI FALSI PER AVERE I FONDI DI INVITALIA: INDAGATI 3 IMPRENDITORI E SEQUESTRATI 135 MILA EURO
Tre imprenditori operanti nel settore turistico interdetti per un anno dall’esercizio di attività di impresa e professionale in qualsiasi forma, sequestrati beni e somme per un valore di 135 mila euro.
Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto ed eseguito dalla Guardia di Finanza.
Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero percepito indebitamente ingenti fondi pubblici. Le indagini di Polizia Economico – Finanziaria delegate dalla Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, nelle persone del Procuratore Capo, Emanuele Crescenti e del Sostituto Veronica De Toni, si sono concentrate su una società con sede a Portorosa, attiva nel settore turistico-marittimo, che aveva richiesto ed ottenuto un finanziamento agevolato di € 134.959,00.
I riscontri preliminari avrebbero consentito di rilevare come la stessa risultasse priva di struttura logistica e predisposta al fine di accedere alle linee di credito dedicate al sostegno di piccole imprese che prevedono agevolazioni finanziarie consistenti in contributi a fondo perduto e mutui a tasso agevolato, gestiti dalla società pubblica “Invitalia SpA” la quale, su mandato governativo.
La misura interdittiva riguarda I.A., classe 1983; M.G., classe 1966 e G.M., classe 1978 (da ritenersi non colpevoli fino a sentenza passata in giudicato, precisano le Fiamme Gialle in un comunicato), nonché nei confronti della società loro riferibile.
Gli indagati – secondo gli inquirenti – per il tramite della stessa società avrebbero presentato un progetto d’investimento finalizzato al “noleggio imbarcazioni con skipper o senza skipper, gite turistiche ed escursioni giornaliere con skipper”, da sottoporre al vaglio dei funzionari di “Invitalia SpA”, deputati all’istruttoria della pratica di finanziamento.
In questa fase sarebbe emerso come, per dimostrare l’effettività dell’investimento programmato, gli indagati avrebbero falsificato l’autorizzazione di agibilità di un immobile attraverso una lettera riproducente, in maniera illecita, il logo del Comune di Furnari.
Avrebbero anche prodotto un contratto di locazione commerciale riportante un falso timbro di registrazione dell’Agenzia delle Entrate di Barcellona Pozzo di Gotto.
Ad aggravare il quadro delineato dalle Fiamme Gialle, l’acquisto di cinque imbarcazioni di diverse dimensioni, concesse in violazione ad altra impresa, in violazione degli obblighi previsti dai termini contrattuali con Invitalia e svolgendo quindi attività commerciale diversa da quella ammessa alle agevolazioni.
Dagli elementi acquisiti, il l Gip del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto ha ritenuto l’esistenza di una struttura “ben organizzata e programmata con elementi propri di una certa professionalità” e, rispetto alla società investigata, di poterla ritenere “un mero strumento nelle mani degli indagati per ottenere il finanziamento a fondo perduto”.
“L’odierna operazione – conclude la nota stampa diramata dal Comando Provinciale di Messina della Guardia di Finanza – conferma l’impegno profuso, quotidianamente, dall’Autorità Giudiziaria barcellonese e dai Finanzieri del Comando Provinciale di Messina al servizio della collettività, anche nell’importante settore della tutela del libero mercato, della salvaguardia degli interessi pubblici e della correttezza imprenditoriale”.
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