Cancellato anche il Pronto Soccorso

Si trasferirà tutto a Biancavilla. Uno smantellamento dell’ospedale che parte da lontano, non solo da oggi: dalle passerelle dell’allora assessore regionale Massimo Russo a quelle inconcludenti di Lucia Borsellino. E’ finito tutto. Con la complicità di ch

09 settembre 2016 07:35
Cancellato anche il Pronto Soccorso -
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95047.it Non puoi prendere sempre ceffoni. Alla fine qualche cazzotto devi pure trovare il coraggio di tirarlo. La politica paternese degli ultimi lustri (non è solo storia recente) ha deciso, invece, di incassare: subire tutto, anche prostrandosi a novanta gradi, in cambio delle briciole. A solo vantaggio personale. Per non restare fuori dai giochi e giochetti della politica. Per non uscire fuori dalla sfera del potere.
Quello che è accaduto con l’ospedale di Paternò è la disgustosa cartina di tornasole di ciò che vi abbiamo raccontato fino alla nausea. La riorganizzazione degli ospedali in Sicilia porta tagli e sconfitte politiche: l’imminente taglio del Pronto Soccorso del Santissimo Salvatore che verrà trasferito a Biancavilla è la chiusura del cerchio. L’umiliazione definitiva. Attraverso il racconto di alcuni miei colleghi (ci abbiamo messo la faccia venendo accusati di stare esagerando) e con il lavoro a colpi di denunce del Comitato (“Ma dove dovete andare voi del Comitato”, è stato lo sbeffeggiamento più pulito che i lacchè della politica paternese ci hanno rivolto in tutti questi mesi) abbiamo provato a mettere in guardia: “Il prossimo a saltare, dopo il Punto nascite, sarà il Pronto Soccorso”. E’ accaduto.

E’ accaduto. E’ accaduto, al culmine di un percorso preciso e vomitevole, non oggi bensì anni fa. Da quando ad esempio, dopo essere stato tutto deciso a tavolino, l’allora assessore regionale Massimo Russo venne a fare passerella all’ospedale: fino all’altra inconcludente passerella dell’ex assessora Lucia Borsellino. Nel mezzo, la fallimentare politica paternese. Fallimentare tutta: di maggioranza e di opposizione. Senza stare a parlare dell'assenza ingiustificata e incomprensibile di chi oggi governa questa sfortunata e dannata città. Gli amministratori di oggi sono semplicemente non pervenuti.



Scompare il Pronto Soccorso di Paternò del quale si può parlare male quanto volete. Quello che non è stato compreso da noi paternesi è che andava preservato: ci si sarebbe dovuti battere a denti stretti per fare in modo che venisse potenziato. Per pretendere che l’ultimo baluardo a sostegno dei più deboli non venisse cancellato. E, invece, lo abbiamo svenduto. In nome e per conto di chi oggi versa lacrime di coccodrillo. I lupi travestiti da agnelli.

Ci siamo definitivamente rotti. Chi ha campato di politica a Paternò negli ultimi vent’anni sulla scia di questo o di quel deputatino, abbia il buon gusto di decidere di scomparire. Lo faccia per dignità. 
La politica non è un lavoro. L’incapacità nemmeno. 
Nel frattempo, è finito tutto. Davvero tutto.