Cancellato anche il Pronto Soccorso
Si trasferirà tutto a Biancavilla. Uno smantellamento dell’ospedale che parte da lontano, non solo da oggi: dalle passerelle dell’allora assessore regionale Massimo Russo a quelle inconcludenti di Lucia Borsellino. E’ finito tutto. Con la complicità di ch
95047.it Non puoi prendere sempre ceffoni. Alla fine qualche cazzotto devi pure trovare il coraggio di tirarlo. La politica paternese degli ultimi lustri (non è solo storia recente) ha deciso, invece, di incassare: subire tutto, anche prostrandosi a novanta gradi, in cambio delle briciole. A solo vantaggio personale. Per non restare fuori dai giochi e giochetti della politica. Per non uscire fuori dalla sfera del potere. Quello che è accaduto con l’ospedale di Paternò è la disgustosa cartina di tornasole di ciò che vi abbiamo raccontato fino alla nausea. La riorganizzazione degli ospedali in Sicilia porta tagli e sconfitte politiche: l’imminente taglio del Pronto Soccorso del Santissimo Salvatore che verrà trasferito a Biancavilla è la chiusura del cerchio. L’umiliazione definitiva. Attraverso il racconto di alcuni miei colleghi (ci abbiamo messo la faccia venendo accusati di stare esagerando) e con il lavoro a colpi di denunce del Comitato (“Ma dove dovete andare voi del Comitato”, è stato lo sbeffeggiamento più pulito che i lacchè della politica paternese ci hanno rivolto in tutti questi mesi) abbiamo provato a mettere in guardia: “Il prossimo a saltare, dopo il Punto nascite, sarà il Pronto Soccorso”. E’ accaduto.
E’ accaduto. E’ accaduto, al culmine di un percorso preciso e vomitevole, non oggi bensì anni fa. Da quando ad esempio, dopo essere stato tutto deciso a tavolino, l’allora assessore regionale Massimo Russo venne a fare passerella all’ospedale: fino all’altra inconcludente passerella dell’ex assessora Lucia Borsellino. Nel mezzo, la fallimentare politica paternese. Fallimentare tutta: di maggioranza e di opposizione. Senza stare a parlare dell'assenza ingiustificata e incomprensibile di chi oggi governa questa sfortunata e dannata città. Gli amministratori di oggi sono semplicemente non pervenuti.
Scompare il Pronto Soccorso di Paternò del quale si può parlare male quanto volete. Quello che non è stato compreso da noi paternesi è che andava preservato: ci si sarebbe dovuti battere a denti stretti per fare in modo che venisse potenziato. Per pretendere che l’ultimo baluardo a sostegno dei più deboli non venisse cancellato. E, invece, lo abbiamo svenduto. In nome e per conto di chi oggi versa lacrime di coccodrillo. I lupi travestiti da agnelli.
Ci siamo definitivamente rotti. Chi ha campato di politica a Paternò negli ultimi vent’anni sulla scia di questo o di quel deputatino, abbia il buon gusto di decidere di scomparire. Lo faccia per dignità. La politica non è un lavoro. L’incapacità nemmeno. Nel frattempo, è finito tutto. Davvero tutto.
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