ULTIM’ORA – Etna, si apre una nuova frattura eruttiva: tremore alto e attività visibile nell’area sommitale

La nuova bocca sarebbe situata a quote medio-alte. Prosegue anche l’attività stromboliana al Cratere Voragine, mentre si attende il comunicato dell’INGV sull’esatta localizzazione.

A cura di Redazione Redazione
30 luglio 2026 21:38
ULTIM’ORA – Etna, si apre una nuova frattura eruttiva: tremore alto e attività visibile nell’area sommitale -
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Nuova fase eruttiva sull’Etna nella serata di oggi, giovedì 30 luglio. L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia – Osservatorio Etneo ha confermato l’inizio di una nuova attività effusiva nell’alto settore della Valle del Leone, a una quota di circa 2.700 metri sul livello del mare.

Il fenomeno è iniziato alle 18:49 UTC, le 20:49 ora italiana, ed è stato rilevato direttamente dal personale dell’INGV impegnato nelle osservazioni del vulcano.

Contemporaneamente continua l’attività stromboliana dal Cratere Voragine, accompagnata da un’effusione lavica che si riversa all’interno del Cratere di Nord-Est. È presente anche un’emissione di cenere vulcanica che viene trasportata dai venti in direzione sud-ovest.

L’INGV ha inoltre segnalato una ricaduta di cenere nella zona di Monte Denza. Nel comunicato non vengono indicate, al momento, particolari criticità per i centri abitati.

Resta elevata l’ampiezza del tremore vulcanico. Dopo essersi mantenuta su valori alti per diverse ore, dalle 19 circa ha mostrato un rapido incremento, raggiungendo il livello massimo intorno alle 20. Attualmente il tremore continua a permanere su valori elevati.

La sorgente del tremore, inizialmente localizzata nell’area della Voragine a circa tremila metri di quota, si è successivamente spostata tra il Cratere Voragine e la Bocca Nuova.

Anche l’attività infrasonica ha registrato un forte incremento, raggiungendo valori molto elevati intorno alle 20, per poi iniziare a diminuire. Le sorgenti degli eventi infrasonici risultano localizzate al Cratere Voragine.

Le strumentazioni dell’INGV hanno infine rilevato variazioni legate alle deformazioni del vulcano: la stazione dilatometrica di DRUV ha registrato una decompressione di circa 180 nanostrain, mentre la stazione clinometrica sommitale del Cratere del Piano ha misurato una variazione di circa 2,5 microradianti.

La situazione rimane costantemente monitorata dagli esperti dell’Osservatorio Etneo.

Articolo in aggiornamento.

IL COMUNICATO INTEGRALE DELL’INGV

«L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che alle 18:49 UTC è iniziata un’attività effusiva nell’alto settore della Valle del Leone, ad una quota di circa 2700 metri sul livello del mare, rilevata da osservazioni da parte di personale INGV.

Continua l’attività stromboliana dal cratere Voragine, che produce un’effusione lavica che si riversa all’interno del cratere di Nord Est ed una emissione di cenere che si propaga in direzione SW. Si segnala infine una ricaduta di cenere nella zona di Monte Denza.

Dopo l’ultimo aggiornamento (comunicato delle ore 10:20 UTC) l’ampiezza media del tremore vulcanico si è mantenuta su valori alti con una tendenza all’aumento, e a partire dalle ore 17:00 UTC circa ha mostrato un repentino incremento, raggiungendo il picco massimo alle ore 18:00 UTC circa. Attualmente l’ampiezza permane su valori elevati.

La sorgente del tremore è stata localizzata, fino alle ore 17:00 UTC nell’area del Cratere Voragine a circa 3000 m sopra il livello del mare e successivamente tra l’area della Voragine e della Bocca Nuova.

L’attività infrasonica ha mostrato un incremento a partire dalle 17:10 UTC, con un tasso di accadimento che alle 18:00 UTC circa